Calvario

Autori – Francesco Biangardi 1891
Committenza – Macellai
Ceto di appartenenza – Unione macellai
Costo di costruzione – Lire 1.300

La scena di questo gruppo si svolge sulla cima del Golgota dove Gesù è crocifisso.
Ai piedi della croce, la Vergine Maria, Maria di Cleofe l’apostolo prediletto Giovanni e Maria Maddalena – che in un impeto di disperazione abbraccia la croce – rivolgono i loro sguardi al Cristo, che sanguinante pende dall’alto della croce.

Deposizione dalla croce

Autori – Francesco e Vincenzo Biangardi 1885
Committenza – Zolfatai miniera Juncio Tumminelli
Ceto di appartenenza – Famiglia Pietro D’Oro
Costo di costruzione – Lire 2.200

A giudizio di tutti è il capolavoro dei Biangardi, poiché gli stessi hanno saputo egregiamente tradurre in forma plastica il concetto del pittore fiammingo Pier Paolo Rubens.
Otto personaggi sono intendi nell’uffizio di deporre Gesù dalla croce, fra i quali figurano Giuseppe e Nicodemo, che, sospesi sui pioli delle scale, sorreggono l’esanime spoglia del Cristo la quale si accinge ad essere affidata nelle mani delle pie donne: Maria di Cleofe, Maria Maddalena e la straziata Vergine madre.

Pietà

Autori – Francesco e Vincenzo Biangardi 1888
Committenza – Borghesi
Ceto di appartenenza – Banca di credito cooperativo “San Michele”
Costo di costruzione – Lire 1.200

L’opera, formata da quattro personaggi, trasmette visivamente l’angoscia e lo strazio del momento.
Il corpo di Gesù, schiodato dalla croce, è stato delicatamente posto tra le braccia della Vergine Maria, la quale, ricolma di dolore, con affetto materno guarda quel corpo straziato.
A destra Giovanni, il prediletto tra i dodici apostoli, impietrito dall’immensa angoscia, piange in silenzio, mentre Maria Maddalena, con tenerezza, prende fra le sue la mano del Maestro.

Condotta al sepolcro

Autori – scuola napoletana 1853
Committenza – Congregazione della Candelora
Ceto di appartenenza – Unione muratori
Costo di costruzione – Lire 1.275

Il simulacro costruito a Napoli da un ignoto scultore è il più antico fra i sedici che oggi prendono parte alla processione.
La scena raffigura il momento in cui il corpo di Gesù è trasportato al sepolcro da Giuseppe d’Arimatea, Nicodemo e l’apostolo Giovanni, i quali, assorti da pietoso atto, fissano i loro sguardi sul corpo martoriato del Nazareno.
Particolarmente indovinato è l’abbandono cadaverico del Cristo, specialmente per il braccio che pende penzoloni dalla sacra sindone.
Completano il gruppo dei dolenti la Maddalena e la Vergine Madre che, spossata dalla sofferenza, rivolge al cielo gli occhi.

Sacra Urna

Autori – Francesco Biangardi 1892
Committenza – Clero e civili
Ceto di appartenenza – Clero Nisseno
Costo di costruzione – Lire 4.000

Il simulacro è un lavoro pregiato in legno con cornici trapezoidali in cui figurano, intrecciati con accuratezza d’arte, teste di serafini, foglie d’acanto, fiori e frutti di varie forme, ricoperte con foglia in oro zecchino.
Sulla sommità si erge un angelo che, librandosi in volo su una nuvoletta d’argento, stringe fra le mani un nastro riportante le parole del profeta Isaia “Il suo sepolcro sarà glorioso”.
All’interno, sul ricco letto di velluto rosso con ricami in oro, giace il Cristo morto coperto da un sottilissimo velo di tulle bianco.

Addolorata

Autori – Francesco Biangardi 1896; Giuseppe Emma 1975
Committenza – Mugnai, sensali, bettolieri
Ceto di appartenenza – Unione autotrasportatori
Costo di costruzione – Lire 1.200 gruppo 1896; statua 1975 non pervenuto

Il simulacro originariamente costituito da due personaggi presenta, ai piedi della croce, la Vergine Maria e un serafino, sceso a confortarla, intorno ai quali, sparsi sul monte, erano posti i simboli della Passione.
Nei primi del 900’ a causa di un incendio il gruppo andò quasi completamente distrutto ad eccezione del mezzobusto dell’Addolorata e dell’Angelo – oggi presso il museo diocesano.
Nel 1973 lo scultore Giuseppe Emma di San Cataldo inglobò le parti risparmiate dall’incendio nella nuova immagine, che mostra, nello sguardo rivolto vero il cielo, il profondo patimento e l’ubbidienza al disegno divino.

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